Intervista a Eva Poles

Eva PolesÈ bello ogni tanto incontrare qualcuno che guarda al suo passato con tanta serenità quanto è l'entusiasmo che ripone nel futuro. Ancor più se questo qualcuno è un artista, figura troppo spesso compiacente rispetto al “revisionismo di carriera”. Così, dopo aver fatto saltare sui dancefloor e sui divani l'Italia dei late 90s al grido di “AcidoAcida”, Eva Poles presenta il primo album solista ma non rimpiange, né recrimina alcunché a tutto quel successo: “I Prozac+ sono stati un'esperienza bellissima e ogni tanto pensiamo che dovremmo ripeterla”, dice con la grazia propria di una cuspide Vergine/Bilancia, “un'esperienza così totalizzante da cui è stato normale allontanarsi per fare altro”. Ad esempio 'DuraMadre', uscito da qualche giorno.

Sì, ma in mezzo?

“Ho ripreso Conservazione dei Beni Culturali a Udine (Curriculum Archivistico-Librario), ho fatto il conservatorio, ho lavorato col progetto Rezophonic... e nel frattempo ho ricominciato a scrivere, come facevo nei gruppi in cui avevo suonato prima dei Prozac+. Mi sono presa un computer, ho imparato a usare il programma di composizione (non senza qualche accidente) e le cose hanno cominciato a fluire molto naturalmente. I miei amici cominciavano a chiedere se avevo in cantiere un disco... in realtà io non ci pensavo, e quando mi ci facevano pensare mi veniva fifa all'idea di un lavoro da sola”.

E poi?

“E poi gli amici hanno continuato a insistere un po', io ho vinto la paura (ma anche la pigrizia) e ho accettato l'invito alla “prova” di Max (Zanotti, ex Deasonika, ndr.): “Vediamo come va, al limite ci saremo divertiti”, mi ha detto, e così siam partiti”.

E siete arrivati a questo album di debutto che di debuttante non ha nulla, con un titolo che non è una canzone ma un pugno dritto allo stomaco: 'DuraMadre', la parte più esterna e più spessa delle meningi. Com'è venuto in mente (è proprio il caso di dirlo)?

“È arrivato una mattina nel dormiveglia. Da tempo cercavo un titolo, perché il lavoro era pronto e bisogna andare avanti anche con i contratti... Serviva un titolo e più serviva meno mi veniva in mente. Poi un giorno questa parola mi ha letteralmente folgorata al risveglio, riaffiorata alla memoria da chissà dove. Ho rispolverato subito il significato su Wikipedia e ho detto: “ È lui...” o lei... Mi piaceva il suono, il significato scientifico ma anche  il senso letterale e, anche se non ero partita con un progetto di concept album, il titolo è il filo che dà un senso preciso a tutto l'album”.

”.Quale?
“Un album che parla della vita, delle esperienze e della crescita. La vita è una grande insegnante e, come una madre, ci mette davanti a prove anche dure per farci maturare e a suo modo proteggerci”.

Ti dispiace se qualcuno continuerà a parlare di te come “Eva dei Prozac+”?
“Assolutamente no. I Prozac+ sono stati la mia passione, la mia famiglia e siamo tutti e tre innamorati di quello che ci è accaduto. Quindi essere Eva dei Prozac+ o Eva dei Rezophonic mi rende fiera”.

A proposito di essere innamorati, sei fidanzata?
“In questo momento... con la mia musica! Di altro non voglio sentir parlare”.


 

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Che cosa ti fa dire "Oh My God!"?
“Scoprire di aver sfondato una gomma a 9,5 chilometri dall'appuntamento per un concerto, in alta montagna e dove il cellulare non prende. Ho scoperto che sono molto brava a cambiare le gomme, anche perché non passava nessuno”!

O…ssessioni, m…anie e g…elosie
“Sono abbastanza compulsiva, ad esempio mi lavo le mani continuamente. Sono una serial killer nel fare le valigie: imbusto tutto con una precisione chirurgica. Sono molto gelosa sotto l'aspetto sentimentale, facendo onore al quarto di sangue siciliano che arriva dal nonno. Non sopporto essere presa in giro, ricordo sempre con piacere un inseguimento in auto fatto a un fidanzato di tanto tempo fa”!

Non puoi fare a meno di...
“Dei miei momenti da sola”.

Sei proprio bravo a…
Criticarmi!

Quindi, se mi inviti a cena mi cucini
“Un risotto con le mele o con il basilico”.

Ti invito a cena e vuoi mangiare...
“Gnocco fritto”.

Sei proprio negato a...
"Farmi i complimenti".

Il tuo primo lavoro.
“Attaccare i manifesti dei concerti degli altri”.

(Daniela Faggion)

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